Figura 13 - L'interno della Grande Aula da N. Buona parte dell'intradosso, comprese le mensole in travertino, venne asportato nel XVI secolo in seguito all'insediamento del monastero di Santa Caterina per ricavare più spazio vivibile al piano soprastante. Alcune raffigurazioni rinascimentali, tra cui il Martirio di Santo Stefano di Giulio Romano, ci mostrano che la volta era scandita in origine  da costoloni a mattoni in forte aggetto che poggiavano sulle testate delle mensole. Questa testimonianza è fuori discussione: le dimensioni dei costoloni, formati da una doppia fila di sesquipedali affiancati (mattoni di un piede e mezzo per lato) sono restituite dal profilo delle mensole angolari meglio conservate ed essi erano necessari per convogliare le spinte oblique della volta centrale sulle mensole, risparmiando - e foderando verso l'interno - i filari orizzontali dell'opera laterizia che stavano sulle facce laterali dei pilastri (cfr. M. Bianchini, "La volta della Grande Aula", in L. Ungaro, M.P. Del Moro, M. Vitti (a cura di), I Mercati di Traiano restituiti. Studi e restauri 2005-2007, Roma 2010,  pp. 45-58). 
La particolarità della copertura  risiede nel fatto che le crociere sono a pianta rettangolare in quanto sono il risultato della intersezione della volta longitudinale, la cui larghezza corrisponde a quella dell'ampio ambiente centrale, con le lunette trasversali, che sono  di luce ridotta essendo impostate sulle  testate dei muri divisori relativamente ravvicinati  degli ambienti laterali. Le imposte dell'una e delle altre vengono a trovarsi pertanto a quote diverse, quelle della volta longitudinale sulle mensole in travertino, quelle delle volte trasversali circa un metro e mezzo più in alto, sopra le facce laterali in opera laterizia dei pilastri.
 
 
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