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ultimo aggiornamento 27-02-2010
In questa pagina presento la versione integrale di articoli, in gran parte già editi o in corso di pubblicazione su riviste cartacee, i quali sono il risultato di un lavoro di ricerca su alcuni monumenti architettonici dell'antichità basato essenzialmente sull'esperienza del rilievo.
Questo spazio è aperto ai contributi di tutti gli studiosi del settore, sia già editi su carta sia inediti, i quali potranno essere inviati per posta elettronica, possibilmente in formato pdf e accompagnati da un abstract. La pubblicazione non sarà automatica. Mi riservo di valutarne il contenuto. Si richiedono articoli che siano attinenti ai temi del rilievo e dell'architettura antica e soprattutto che siano il frutto di indagini serie e accurate. Le ricerche dei giovani studiosi, i quali producono il più delle volte i lavori migliori ma che hanno difficoltà a trovare spazi nelle riviste scientifiche del settore, goderanno sicuramente di una corsia preferenziale. Si accetteranno ovviamente anche gli articoli che trattano delle metodologie del rilievo e dell'impiego delle tecnologie informatiche. Cercherò in ogni caso di rispondere a tutti.
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C.M. Amici, L'uso del ferro nelle strutture romane, in Materiali e Strutture, 2-3, 1997, pp. 85-95.
C.M. Amici, Dal progetto al monumento, in C. Giavarini (a cura di), La Basilica di Massenzio. Il monumento, i materiali, le strutture, la stabilità, Roma 2005, pp. 21-74.
C.M. Amici, Le tecniche di cantiere e il procedimento costruttivo, in C. Giavarini (a cura di), La Basilica di Massenzio. Il monumento, i materiali, le strutture, la stabilità, Roma 2005, pp.125-160.
C.M. Amici, The Basilica of Maxentius in Rome: Innovative Solutions in the Organization of Construction Process, in the Proceedings of the Second International Congress on Costruction History, Cambridge 2006, pp.167 ss.
C.M. Amici, Survey and Technical Analysis: a Must for Understanding Monuments, in BAR S1877, 2008: ARCHAIA: Case Studies on Research, Planning,Characterisation, Conservation and Management of Archaeological Sites,edited by Nicolò Marchetti and Ingolf Thuesen, pp.141 ss.
M. Bianchini, I “Mercati di Traiano”, in BdArch 8, 1991, pp. 102-121.
M. Bianchini, Mercati Traianei. La destinazione d’uso, in BdArch 16-18, 1992, pp. 145-163.
M. Bianchini, Indagini nel tratto sud-est della via Biberatica. Modalità e cronologia della costruzione del settore meridionale dei Mercati di Traiano, in AA.VV., I Mercati di Traiano alla luce dei recenti restauri e delle indagini archeologiche, Giornata di studio presso l’Istituto Archeologico Germanico di Roma (Roma, 15 marzo 2003), in BCom, CIV, 2003 (2005), pp. 235-268.
M. Bianchini, Le sostruzioni del tempio di Apollo Sosiano e del portico adiacente, BCom c.s.
M. Bianchini, Ricostruzione di un edificio in opus craticium di età arcaica dell'ager Fidenatis (estratto dell'articolo di F. di Gennaro, A. Amoroso, M. Bianchini, F. Fraioli, M. Merlo, Strutture semipogee in un settore dell' ager Fidenatis, Atti del convegno Suburbium II, c.s.).
M. Bianchini, M. Vitti, La fronte della Grande Aula e il suo sistema scalare, in AA.VV., I Mercati di Traiano alla luce dei recenti restauri e delle indagini archeologiche, Giornata di studio presso l’Istituto Archeologico Germanico di Roma, (Roma, 15 maggio 2003), in BCom, CIV, 2003 (2005), pp. 285-306.
M. Bianchini, M. Vitti, La basilica di San Michele Arcangelo al VII miglio della via Salaria alla luce delle scoperte archeologiche, in RAC, LXXIX, 2003, pp. 173-242.
M. Bianchini, R. Cassano, Le terme Ferrara, in R. Cassano (a cura di), Principi, Imperatori, Vescovi. Duemila anni di storia a Canosa, Venezia 1992, pp.730-35.
M. Bianchini, F. Tiné Bertocchi, Le terme Lomuscio, in R. Cassano (a cura di), Principi, Imperatori, Vescovi. Duemila anni di storia a Canosa, Venezia 1992, pp.736-740.
G. Croci, A. Viskovc, A. Bozzetti, L. Ungaro, M. Vitti, The Trajan Markets and their Great Hall – The conservation problems and the structural intervention for the improvement of the seismic safety, in D’Ayala & Fodde (a cura di), Structural Analysis of Historic Construction, London 2008, pp. 1445-53.
G. Fava, La chiesa dei SS.Rufo e Carponio a Capua, tesi di laurea in Rilievo e Analisi dei Monumenti Antichi, Facoltà di Lettere e Filosofia, Seconda Università degli Studi di Napoli, a.a. 2006-07, Relatore prof. Marco Bianchini, correlatore prof.ssa Silvana Episcopo.
C.F. Giuliani, “Mercati” e Foro di Traiano: un fatto di attribuzione, in QuadArchitettura, 1-10, 1983-87, pp. 25-28.
C.F. Giuliani, L'opus caementicium nell'edilizia romana, in Materiali e Strutture, 2-3, 1997, pp. 49-62.
L. Lancaster, Building Trajan's Markets, in AJA, Vol.102, No. 2 (Apr. 1998), pp. 283-308.
L. Lancaster, Building Trajan's Column, in AJA, Vol. 103, No. 3 (Jul. 1999), pp. 419-439.
L. Lancaster, Building Trajan's Markets 2: The Construction Process, in AJA, Vol.104, No. 4 (Oct.2000), pp. 755-785.
P. Maisto, M. Vitti, Indagini archeologiche lungo il tratto settentrionale della via Biberatica: nuove acquisizioni sul sistema fognario e sulle pavimentazioni romane e nuovi dati sul convento di S. Caterina da Siena, in AA.VV., I Mercati di Traiano alla luce dei recenti restauri e delle indagini archeologiche, Giornata di studio presso l’Istituto Archeologico Germanico di Roma (Roma, 15 marzo 2003), in BCom, CIV, 2003 (2005), pp.269-284.
L. Ungaro, I Mercati di Traiano: aspetti funzionali e strutture, in AA.VV., I Mercati di Traiano alla luce dei recenti restauri e delle indagini archeologiche, Giornata di studio presso l’Istituto Archeologico Germanico di Roma (Roma, 15 marzo 2003), in BCom, CIV, 2003 (2005), pp. 235-268.
L. Ungaro, M. Vitti, Sulle pavimentazioni dei Mercati di Traiano, in Atti dell'VIII Colloquio AISCOM (Firenze, 21-23 febbraio 2001) (a cura di F. Guidobaldi, A. Paribeni), Ravenna, 2001, pp. 393-414.
L. Ungaro, M. Vitti, E. Speranza, The great hall of the Trajan Markets throughout the centuries, in D’Ayala & Fodde (a cura di), Structural Analysis of Historic Construction, London 2008, pp. 1509-17.
P. Verduchi, Appunti di tecnica edilizia.
P. Verduchi, Esempi di consolidamento in età romana, in Materiali e Strutture, 2-3, 1997, pp. 96-108.
M. Vitti, Mercati di Traiano: indagini archeologiche nelle due aule ai margini del Grande Emiciclo, in AA.VV., I Mercati di Traiano alla luce dei recenti restauri e delle indagini archeologiche, Giornata di studio presso l’Istituto Archeologico Germanico di Roma (Roma, 15 marzo 2003), in BCom, CIV, 2003 (2005), pp.307-328.
M. Vitti, Domus Tiberiana: un muro neroniano asportato, in Il Palatino. Area sacra sud-ovest e Domus Tiberiana (a cura di C. Giavarini), Roma 1998, p.p. 301-308.
P. Vitti, Restauri moderni su archi e volte antichi: recenti annotazioni di cantiere nella Domus Tiberiana e nel Colosseo, in Palladio, 38, luglio-dicembre 2006, pp. 71-84.
Abstract e link agli articoli (in ordine alfabetico per autore)
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Abstract
La tendenza alla sperimentazione progettuale tipica dell'architettura romana viene esemplificata dall'utilizzazione di sistemi resistenti basati sul ricorso a tiranti metallici, spesso in connessione con un opus caementicium a composizione opportunamente calibrata. L'analisi dei singoli casi, documentabili in un ambito cronologico che va dal I sec. a.C. al III sec. d.C., sempre pertinenti ad architetture complesse ed a circuito chiuso, suggerisce l'intenzione di operare sulla resistenza globale dell'intero edificio piuttosto che di fornire soluzioni puntuali per un singolo problema spazialmente localizzato.
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C.M. Amici, Dal progetto al monumento, in C. Giavarini (a cura di), La Basilica di Massenzio. Il monumento, i materiali, le strutture, la stabilità, Roma 2005, pp. 21-74.
Abstract
Il testo di Carla Maria Amici costituisce il secondo capitolo del volume sulla Basilica di Massenzio a cura di Carlo Giavarini, edito nel 2005, che presenta i risultati di un vasto programma di studi e ricerche finalizzati al restauro dell' edificio. L’autrice affronta qui i seguenti temi: assetto topografico preesistente; iter progettuale; iter costruttivo delle fondazioni, della viabilità perimetrale, degli alzati e delle coperture; agibilità e percorsi interni; adeguamenti, modifiche e consolidamenti; trasformazioni successive.
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C.M. Amici, Le tecniche di cantiere e il procedimento costruttivo, in C. Giavarini (a cura di), La Basilica di Massenzio. Il monumento, i materiali, le strutture, la stabilità, Roma 2005, pp.125-160.
Abstract
Nel quinto capitolo del volume sulla Basilica Di Massenzio, Carla Maria Amici affronta i seguenti temi: tessitura delle murature d’alzato; tessitura dei sistemi voltati; strategie di cantiere; modifiche in corso d’opera e iter costruttivo.
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C.M. Amici, The Basilica of Maxentius in Rome: Innovative Solutions in the Organization of Construction Process, in the Proceedings of the Second International Congress on Costruction History, Cambridge 2006, pp.167 ss..
Abstract
The availability of extensive scaffolding in recent restoration work at the Basilica of Maxentius has allowed for a detailed documentation of the wall surfaces and has revealed some very unique building techniques that shed light on the organization of the construction process.
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C.M. Amici, Survey and Technical Analysis: a Must for Understanding Monuments, in BAR S1877, 2008: ARCHAIA: Case Studies on Research, Planning,Characterisation, Conservation and Management of Archaeological Sites,edited by Nicolò Marchetti and Ingolf Thuesen, pp.141 ss.
Abstract
Dealing with ancient monuments allows to gather a remarkable amount ofsignificant and relevant information not just about the constructionitself, but mainly about the historical and cultural context. This is trueonly if the task is entrusted to professional people with a specifictraining in the analysis and the understanding of ancient buildings, anda sound knowledge of ancient building techniques. The results of aresearch performed according to this standard has a value added inproviding valuable data for planning the restoration of monuments;virtual reconstructions and step-by-step illustrations of the buildingprocess can give a noteworthy contribution to the public presentation ofarchaeological sites.
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Abstract
Nella prima parte dell’articolo si analizzano gli aspetti strutturali e funzionali dell’edificio della Grande Aula dei Mercati Traianei il cui schema architettonico viene equiparato a quello delle basiliche civili, rispetto alle quali presenta delle consistenti varianti dovute all’impiego sistematico dell’opera cementizia e a alla funzione di contenimento del terreno svolta dai muri divisori degli ambienti ai piani inferiori. La volta della Grande Aula, manomessa con le ristrutturazione del XVI secolo, era originariamente scandita da costoloni a mattoni in aggetto, impostati su mensole, i quali sono testimoniati in alcune raffigurazioni del Rinascimento.
Nella seconda parte la lettura dei valori stilistici e spaziali della facciata del Grande Emiciclo porta a ritenere che tale monumento architettonico fosse stato concepito, nel progetto di sistemazione originale dell’area, come quinta scenografica della vasta spianata risultante dall’ abbattimento della sella montuosa. Il progetto definitivo del Foro Traiano comporterà un radicale mutamento di rotta: il Grande Emiciclo dei “Mercati” verrà nascosto dall’abside del Foro; l’analisi dei resti della muratura dell’ultimo ordine ci fa inoltre comprendere che la facciata è rimasta incompiuta.
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M. Bianchini, Mercati Traianei. La destinazione d’uso, in BdArch 16-18, 1992, pp. 145-163
Abstract
Nell’articolo si analizzano gli aspetti funzionali dei vari tipi di ambienti dei Mercati di Traiano e l’organizzazione dei percorsi interni per contestare la consolidata opinione secondo cui tali edifici dovevano ospitare un macellum o dei magazzini. Le lunghe file di ambienti indipendenti dei livelli inferiori, allineati lungo strade e corridoi, sono il risultato della maglia dei muri di contenimento della collina ma non necessariamente si debbono confrontare con le cellae degli horrea o le botteghe dei mercati. Il complesso architettonico comprende inoltre alcune importanti aule pubbliche; i piani alti degli edifici sono occupati da ampi e luminosi appartamenti. Le strade interne non erano carrabili e i pronunciati dislivelli, con collegamenti risolti solo da scale, avrebbero reso oltremodo difficoltoso il trasporto delle mercanzie.
Le caratteristiche funzionali degli edifici e le varie tipologie degli ambienti fanno ritenere piuttosto che il quartiere traianeo sul Quirinale fosse destinato a ospitare un grande complesso amministrativo, collegato direttamente con il Foro Traiano tramite due portali simmetrici dei quali i rilievi hanno evidenziato le tracce. L’articolo si conclude con una disamina delle complesse mansioni svolte dalla burocrazia di epoca imperiale e si avanza l’ipotesi che .l’insieme di edifici potesse essere sede di alcune prefecturae.
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M. Bianchini, Indagini nel tratto sud-est della via Biberatica. Modalità e cronologia della costruzione del settore meridionale dei Mercati di Traiano, in AA.VV., I Mercati di Traiano alla luce dei recenti restauri e delle indagini archeologiche, Giornata di studio presso l’Istituto Archeologico Germanico di Roma (Roma, 15 marzo 2003), in BCom, CIV, 2003 (2005), pp. 235-268.
Abstract
L’articolo descrive lo scavo di tre ambienti situati lungo il braccio sud-est della via Biberatica, presso l’odierna salita del Grillo; affronta poi il problema della cronologia delle prime fasi dei lavori dei Mercati Traianei e quello delle modalità tecniche in cui furono realizzate le grandi strutture di sostruzione del settore meridionale del quartiere.
I lavori di scavo hanno permesso di ricostruire la planimetria di una serie di ambienti posti lungo la strada; hanno messo in luce un piccolo impianto di cantiere connesso alla costruzione di questa parte dei Mercati Traianei e i resti di una scala che collegava la via Biberatica con l’estremità meridionale del percorso viario situato alla quota più alta, oggi denominato via della Torre. L’esame delle fondazioni e dell’elevato dell’arcone cavalcavia della Biberatica hanno inoltre fatto comprendere che tale struttura, inizialmente non prevista, venne realizzata allo scopo di contraffortare il muro di sostruzione a monte, dove le indagini hanno evidenziato gravi dissesti verificatisi in corso d’opera.
Viene ridiscusso il problema della datazione dei Mercati Traianei. Il dato nuovo più interessante è che la ceramica proveniente dall’impianto di cantiere messo in luce dallo scavo rivela un contesto omogeneo di età flavia; neanche un frammento è riconducibile con sicurezza agli anni di Traiano. Si è cercato quindi di ricostruire la cronologia relativa di tutti i muri del settore meridionale dei Mercati. Se ne deduce che i marchi di fabbrica noti dei Mercati Traianei, databili all’età di Traiano, si trovano solo su muri realizzati successivamente all’impianto di cantiere, mentre le strutture che sono sicuramente di fase precedente, ad esempio gli ambienti al primo livello lungo l’attuale via di Campo Carleo, non hanno restituito bolli. Appare ragionevole, anche sulla base di altri elementi, collocare la fase iniziale della costruzione dei Mercati nell’età di Domiziano.
Con l’ausilio di alcuni grafici si illustrano le varie fasi del cantiere e i metodi utilizzati per gli sbancamenti e la realizzazione delle sostruzioni. L’accentuata verticalità dei tagli operati nel settore meridionale dei Mercati Traianei e la maggiore robustezza dei muri di contenimento fanno comprendere che da questa parte doveva passare il crinale della sella montuosa che collegava in origine il Quirinale con il Campidoglio. Il suo profilo altimetrico è parzialmente ricostruibile in base alle quote degli spiccati dei muri.
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M. Bianchini, Le sostruzioni del tempio di Apollo Sosiano e del portico adiacente, BCom c.s.
Abstract
Si analizzano le opere murarie di fondazione e di sostruzione del tempio di Apollo Sosiano e del portico retrostante e i loro rapporti con le fondazioni del tempio di Bellona e del Portico di Ottavia. Le strutture esaminate presentano una complessa stratigrafia riconducibile alle varie fasi di un grande cantiere che, negli ultimi decenni del I secolo a.C. , portò alla completa ricostruzione di tutta l’area a nord del nuovo teatro di Marcello. Si individuano inoltre elementi utili per la ricostruzione degli alzati.
Il presente lavoro è parte di un progetto di pubblicazione collettivo, comprendente i contributi di vari autori che circa dieci anni fa hanno effettuato studi e ricerche nell'area dei templi di Apollo e Bellona, e che sarà finalmente pubblicato sul prossimo numero del Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma. Ho ritenuto in ogni modo doveroso anticipare i risultati della mia ricerca la quale pone alcuni importanti punti fermi nella cronologia del cantiere antico che debbono essere necessariamente tenuti presenti da chiunque intenda affrontare lo studio di questo importante insieme architettonico.
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M. Bianchini, Ricostruzione di un edificio in opus craticium di età arcaica dell'ager Fidenatis (estratto dell'articolo di F. di Gennaro, A. Amoroso, M. Bianchini, F. Fraioli, M. Merlo, Strutture semipogee in un settore dell' ager Fidenatis, Atti del convegno Suburbium II, c.s.).
Abstract
Il presente lavoro è parte di un contributo che è stato presentato da più autori nel corso del seminario “Suburbium II” tenutosi il 16 novembre 2004 presso l’Ecole Française de Rome e che è in corso di pubblicazione. In questo intervento sono state illustrate otto cavità artificiali, distribuite su una superficie di 4200 mq., le quali sono state portate in luce in occasione della campagna di scavo della Tenuta Radicicoli condotta dalla Soprintendenza Archeologica di Roma, sotto la direzione di Francesco di Gennaro. La maggior parte di queste cavità presentano lungo il perimetro resti di fondazioni in blocchi di tufo . All'interno sono stati scavati gli strati di crollo degli elevati. Il materiale rinvenuto attesta che questo piccolo agglomerato rurale, con destinazioni d'uso forse diversificate (abitazioni, magazzini, vasche), è stato obliterato nel corso del V secolo.
Ho deciso di presentare in questa sede la parte dell'articolo a mia firma, con i rilievi e le ricostruzioni che ho eseguto all'epoca, dove si descrive lo scavo dell'edificio in migliore stato di conservazione (sito 69), di cui si propone un'ipotesi ricostruttiva.
(Fabiola Fraioli si è occupata in particolare dell'inquadramento topografico e della descrizione delle otto cavità artificiali; a Manuela Merlo si deve lo studio dei materiali; Angelo Amoroso si è dedicato ai confronti e al tema della destinazione d'uso delle varie strutture; Francesco di Gennaro ha inquadrato le vicende del piccolo insediamento nell'ambito degli eventi bellici e delle dinamiche connesse alla proprietà della terra in età arcaica ed alto-repubblicana).
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M. Bianchini, M. Vitti, La fronte della Grande Aula e il suo sistema scalare, in AA.VV., I Mercati di Traiano alla luce dei recenti restauri e delle indagini archeologiche, Giornata di studio presso l’Istituto Archeologico Germanico di Roma, (Roma, 15 maggio 2003), in BCom, CIV, 2003 (2005), pp. 285-306.
Abstract
Nella prima parte dell’articolo vengono prese in esame le strutture situate all’esterno della Grande Aula, presso il lato settentrionale dell’edificio, parte delle quali furono messe in luce e rilevate in occasione di scavi recenti. Accanto alla facciata si svolgeva una scalinata di cui si conservano numerosi avanzi. Al di là di questa sono state individuate delle strutture di fondazione da identificare probabilmente con dei muri di terrazzamento e che sembrano escludere l’esistenza di una strada basolata a fianco della scala.
La ricostruzione del portale di accesso alla Grande Aula tiene conto delle impronte che i blocchi in opera quadrata hanno lasciato sui settori laterali del muro che si sono conservati e del confronto con il portale sul lato est dell'edificio Si conservano inoltre resti della scaletta di accesso la cui conformazione fa ritenere che su di essa erano impostate due semicolonne che inquadravano l'apertura. Nella seconda parte dell’articolo si propone una ricostruzione del corpo-scala NO della Grande Aula, crollato insieme alla facciata, sulla base delle impronte visibili.
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M. Bianchini, M. Vitti, La basilica di San Michele Arcangelo al VII miglio della via Salaria alla luce delle scoperte archeologiche, in RAC, LXXIX, 2003, pp. 173-242
Abstract
Uno scavo condotto sulla collina di Castel Giubileo, presso la via Salaria, alla periferia di Roma, ha messo in luce i resti di una villa romana, con una fase principale in opera incerta, sulla quale si è impiantata, tra la fine del IV e gli inizi del V secolo, una basilica paleocristiana identificabile con quella di San Michele Arcangelo, citata dal Liber Pontificalis che la colloca al VII miglio della via Salaria. L’alzato è andato interamente distrutto ma è parzialmente ricostruibile in base ai resti delle fondazioni. L’articolo si conclude con un approfondimento di Massimo Vitti sul culto di San Michele Arcangelo e con una serie di confronti con altri edifici di culto paleocristiani.
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M. Bianchini, R. Cassano, Le terme Ferrara, in R. Cassano (a cura di), Principi, Imperatori, Vescovi. Duemila anni di storia a Canosa, Venezia 1992, pp.730-35.
Abstract
L’articolo descrive un impianto termale di Canosa di Puglia, databile all’età di Antonino Pio, di cui vengono presentati rilievi e ricostruzioni eseguiti nel 1989 da uno degli autori. Il settore centrale dell’edificio comprende, in sequenza assiale, frigidarium, tepidarium e calidarium. Ai lati si hanno resti di un ambiente riscaldato senza vasche e di una grande esedra che delimitava probabilmente uno dei lati corti della palestra. Vengono inoltre illustrati un sedile di marmo e un mosaico con scena marina provenienti dall’edificio.
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M. Bianchini, F. Tiné Bertocchi, Le terme Lomuscio, in R. Cassano (a cura di), Principi, Imperatori, Vescovi. Duemila anni di storia a Canosa, Venezia 1992, pp.736-740
Abstract
Viene decritto un piccolo impianto termale di Canosa di Puglia, in opera mista di tufelli e laterizi con varie fasi, il cui elemento più interessante è costituito dalla phorica circolare molto ben conservata, sulla quale era impiantato il serbatoio delle terme, alimentato da un acquedotto su piloni. Il testo è composto da due parti nettamente separate: una relazione di Fernanda Tiné Bertocchi sullo scavo da lei condotto nel 1957; un articolo di Marco Bianchini corredato da rilievi e ricostruzioni grafiche da lui eseguiti nel 1989. Nel file pdf è stata inserita un’immagine ingrandita dello spaccato assonometrico dell’edificio, già pubblicato nell’articolo.
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G. Croci, A. Viskovc, A. Bozzetti, L. Ungaro, M. Vitti, The Trajan Markets and their Great Hall – The conservation problems and the structural intervention for the improvement of the seismic safety, in D’Ayala & Fodde (a cura di), Structural Analysis of Historic Construction, London 2008, pp. 1445-53.
Abstract
This paper focuses both on the analyses carried out and on the interventions designed and built for the structural behaviour improvement of the main building among those that compose the Traiano Markets in Rome. The Traiano Markets were subjected to all the last four big earthquakes of Rome, with the last one accursed in 1703 and with a return period of around three-four centuries, but the present geometrical and structural configuration of the Markets is different and weaker respect the original one and also weaker respect their configuration in the 1703. Numerical analyses by Finite Element Method (FEM) have been applied, emphasising the seismic vulnerability of the structure. In particular, the performed numerical analyses allowed the identification of the most vulnerable parts of the supporting structures as well as the assessment of an adequate retrofitting intervention criterion, based on the use of reversible techniques.
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G. Fava, La chiesa dei SS.Rufo e Carponio a Capua, tesi di laurea in Rilievo e analisi dei monumenti antichi, Facoltà di Lettere e Filosofia, Seconda Università degli Studi di Napoli, a.a. 2006-07, relatore prof. Marco Bianchini, correlatore prof.ssa Silvana Episcopo.
Abstract
La chiesa dei SS. Rufo e Carponio a Capua è stata edificata secondo alcuni studiosi in età longobarda. Nel corso dei secoli ha subito vari restauri; nell’ambito del più recente intervento sono stati demoliti gli elementi settecenteschi che coprivano la muratura originaria. Questa però è stata in gran parte ricoperta da nuovi intonaci che attualmente ostacolano la lettura delle strutture murarie e quella delle varie fasi costruttive.
Nello svolgere questo lavoro mi sono avvalsa di fonti bibliografiche e documentazioni grafiche realizzate negli anni passati. Sulla base dei rilievi da me eseguiti e del confronto con quelli preesistenti, ho tentato di ricostruire la forma originaria della chiesa e le successive trasformazioni. Le datazioni proposte tengono conto del confronto con altre chiese medievali della Campania, aventi lo stesso schema architettonico e analoghe tecniche costruttive. Nel catino absidale sono inoltre presenti numerosi fori circolari appartenenti a elementi fittili cavi, inglobati nella muratura e disposti in senso trasversale all’intradosso, analoghi a quelli di altre chiese medievali e da identificarsi molto probabilmente con dei vasi acustici.
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C.F. Giuliani, “Mercati” e Foro di Traiano: un fatto di attribuzione, in QuadArchitettura, 1-10, 1983-87, pp. 25-28.
Abstract
Viene messo in discussione il diffuso convincimento secondo cui i Mercati di Traiano sarebbero stati progettati da Apollodoro di Damasco insieme al Foro come parte di un organico e unitario complesso urbano. I valori spaziali del Foro Traiano, che evidenziano un succedersi di pause giustapposte e un isolamento dal contesto viario limitrofo, appaiono tutt’altra cosa rispetto al continuum dinamico dei Mercati. In particolare l’architettura del Grande Emiciclo stabilisce inviti precisi con l’area antistante, ne sottintende una spazialità che viene poi recisamente smentita dal muro perimetrale del Foro.
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C.F. Giuliani, L'opus caementicium nell'edilizia romana, in Materiali e Strutture, 2-3, 1997, pp. 49-62.
Abstract
L'alta qualità del conglomerato e la sua differenziazione all'interno dell'ossatura murale vengono proposte come la risposta dei costruttori agli esiti delle sollecitazioni ossaturali e non come elementi di una lettura stilistica finalizzata alla definizione di seriazioni cronologiche. Nell'ambito della problematica generale alcuni punti fissi come la impossibilità di fare affidamento alla resistenza a trazione da parte delle murature ordinarie risultano per l'antica arte del costruire piuttosto come topoi letterari.
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Abstract
This paper examines the use of two building techniques at Trajan's Markets: "bonding" courses of bipedales and brick lining used as formwork for vaulting. The distribution of these two techniques provides evidence for the distribution of the workforce and the organization of the building site. The pattern of the bonding courses suggests that they were used as organizational of the building site. The pattern of the bonding courses suggests that they were used as organizational tools by setting certain key heights and in at least one case by providing a "benchmark" level to which all walls were brought before proceeding.The pattern and detailing of the brick formwork used for the vaulting in some parts of the Markets suggests that the vaults (and possibly the walls) of at least two groups of rooms may have been contracted out to a particular crew of builders. Evidence from the changes in the pattern of the bonding courses, however, suggests that the way in which work was assigned may have varied from one part of the monument to another.
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L. Lancaster, Building Trajan's Column, in AJA, Vol. 103, No. 3 (Jul. 1999), pp. 419-439
Abstract
Trajan's Column is best known for its sculptured spiral frieze celebrating Trajan's victories in the Dacian Wars, but it is also a complex architectural monument representing an impressive feat of engineering. The Column is made up of 29 blocks of Luna marble weighing from 25 to 77 tons, the highest of which had to be raised to 38.4 m above ground. In this paper I discuss the evidence both for the construction of the Column and for the organization of the building site. Excavations earlier in this century revealed an unusual use of brick ribbing in the vaulted substructures of the north portico, which I propose was intended as reinforcement for the vaults over which the individual blocks of the Column were maneuvered before being lifted into place. This implies that the work site for the blocks lay to the north of the Column courtyard (where the later Temple of Divine Trajan is traditionally located), which is the area most easily accessible from any unloading point along the Tiber. Finally, I propose a hypothetical reconstruction of a lifting device from the blocks making up of the Column based on comparative evidence from other sites, on ancient literary descriptions of building methods, and on calculations of the bearing capacities of timber, ropes, and capstans.
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L. Lancaster, Building Trajan's Markets 2: The Construction Process, in AJA, Vol.104, No. 4 (Oct.2000), pp. 755-785
Abstract
The well-preserved state of many parts of Trajan's Markets provides the opportunity for a detailed study of the building techniques used there, which in turn sheds light on the construction process. Topics included in this paper are the planning of the drainage, design of multistory buildings with noncongruent plans, and organization and protection of the building site. They are discussed in relation to specific archaeological evidence from various parts of the Markets, such as the use of relieving arches, brick vaulting ribs, metal dowels and clamps, and travertine corbels and lintel arches. The results show that some structural and constructional elements within the building appear to have been intended to aid the construction process rather than to provide any long term functional or structural benefit. In the summary of each section, the archaeological findings presented in that section are examined in relation to broader questions dealing with the building industry, such as the use scale drawings, the relationship between the architect and the builder, and the legal responsability for the protection of the site during construction. Finally, two case studies involving a wider range of complexities are presented: the Aula at Trajan's Markets and the Trajanic latrine at the Forum of Caesar.
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P. Maisto, M. Vitti, Indagini archeologiche lungo il tratto settentrionale della via Biberatica: nuove acquisizioni sul sistema fognario e sulle pavimentazioni romane e nuovi dati sul convento di S. Caterina da Siena, in AA.VV., I Mercati di Traiano alla luce dei recenti restauri e delle indagini archeologiche, Giornata di studio presso l’Istituto Archeologico Germanico di Roma (Roma, 15 marzo 2003), in BCom, CIV, 2003 (2005), pp.269-284.
Abstract
In questo articolo Patrizia Maisto ci porta i risultati dei saggi di scavo condotti all’interno delle tabernae al piano terreno dell’edificio della Grande Aula dei Mercati Traianei, lungo la via Biberatica. Sono stati individuati alcuni condotti del sottostante sistema fognario insieme ad alcuni avanzi della preparazione pavimentale di epoca traianea. Queste strutture furono coperte in epoca moderna dai pavimenti del monastero di Santa Caterina su cui restano tracce del riuso degli ambienti come stalle e cantine. Nella seconda parte Massimo Vitti porta i risultati delle ricognizioni effettuate all’interno della fogna che passa sotto la via Biberatica, le quali hanno consentito di individuare tutte le adduzioni oltre a una serie di bolli laterizi che datano la costruzione delle fognature di questa parte dei Mercati ai primissimi anni del regno di Traiano.
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L. Ungaro, I Mercati di Traiano: aspetti funzionali e strutture, in AA.VV., I Mercati di Traiano alla luce dei recenti restauri e delle indagini archeologiche, Giornata di studio presso l’Istituto Archeologico Germanico di Roma (Roma, 15 marzo 2003), in BCom, CIV, 2003 (2005), pp. 235-268.
Abstract
L’articolo propone una nuova lettura delle fabbriche traianee in relazione sia ai rapporti interni sia alle vie di comunicazione. Nella prima parte si descrivono gli edifici contigui del Corpo Centrale e della Grande Aula i quali in origine non erano direttamente comunicanti e disponevano di accessi separati. Ai piani inferiori del Corpo Centrale si delinea un sistema di concamerazioni che sfrutta al meglio la possibilità di appoggio alle pendici collinari e “allarga” la superficie fruibile al livello soprastante. Si analizzano quindi le vie di comunicazione esterne. La viabilità del complesso è funzionale al suo attraversamento e sottolinea la sua lontananza dal modello “commerciale” visto il continuo superamento dei dislivelli a mezzo di scale. Ulteriori considerazioni riguardano la decorazione della facciata del Grande Emiciclo, che veniva percepita camminando lungo la strada basolata ai suoi piedi, la quale appare completamente indipendente rispetto alla organizzazione interna della fabbrica
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L. Ungaro, M. Vitti, Sulle pavimentazioni dei Mercati di Traiano, in Atti dell'VIII Colloquio AISCOM (Firenze, 21-23 febbraio 2001) (a cura di F. Guidobaldi, A. Paribeni), Ravenna, 2001, pp. 393-414.
Abstract
Nell’articolo si presenta una schedatura analitica delle pavimentazioni affereti al complesso dei Mercati di Traiano. Per quanto concerne i mosaici geometrici delle tabernae del Grande Emiciclo sono stati datati al III sec. d.C. invece che all’età traianea sulla base del rinvenimento nella taberna 5 di un livello pavimentale musivo al di sotto di quello attualmente visibile e in base ai rapporti stratigrafici che intercorrono con gli affreschi. Si è appurato inoltre che la sovrapposizione di un pavimento in opus spicatum a uno musivo appartengono ad una sola fase costruttiva d’età traianea. Infine si è appurato che le pavimentazioni musive a grandi tessere marmoree delle tabernae dell’Insula della Salita del Grillo risalgono alla fine del IV d.C. —V d.C. sec. epoca alla quale si data anche la costruzione dei magazzini.
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L. Ungaro, M. Vitti, E. Speranza, The great hall of the Trajan Markets throughout the centuries, in D’Ayala & Fodde (a cura di), Structural Analysis of Historic Construction, London 2008, pp. 1509-17.
Abstract
The paper illustrates ongoing research on the great hall of the Trajan Markets in Rome, led by the Office of the Trajan Markets Museum. The research has been conducted during the restoration and seismic upgrading of the monuments. The first part of the work is devoted to a description of structural layout and archaeological evidences, allowing some reconstructive hypothesis in different periods of the life of the monument. Among these, the roman configuration is examined under the point of view of its mechanical behaviour, using the method of funicular polygons. The analysis is carried out in static conditions and simulating the historical earthquakes which the monument (in its original configuration) undergone. The paper discusses the structural safety margin of the Roman vault in relation to the mechanical effectiveness of different structural elements, and finally some conclusions are drawn on the present state of the Vault.
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Abstract
Gli Appunti di tecnica edilizia di Patrizia Verduchi costituivano le dispense di un corso che era tenuto dall’autrice nei primi anni ottanta del secolo scorso alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma La Sapienza nell’ambito dell'attività didattica della cattedra di Rilievo e analisi dei monumenti antichi, di cui era titolare Cairoli Fulvio Giuliani. Questo breve testo, che seguiva l’impostazione della Tecnica edilizia di Giuseppe Lugli, è stato studiato da un’intera generazione di archeologi romani. Da allora sono passati quasi trent’anni. Lo studio di questa disciplina affronta oggi ambiti assai più vasti ed eterogenei di quelli indicati dal Lugli. C’è in particolare una maggiore attenzione per le produzioni locali e per le strutture in materiali deperibili (legno, argilla, opus craticium) che erano largamente diffuse nell’edilizia minore, non solo nelle epoche più antiche. Abbiamo imparato inoltre a essere molto più prudenti a datare gli edifici in base alle caratteristiche dei paramenti murari.
Giuliani ha in seguito proposto una diversa classificazione delle murature — distinguendo ad esempio tra materiali naturali ed artificiali, oppure tra muri a secco e muri in conglomerato — non più su basi formalistiche, ma adeguata alle peculiarità costruttive delle singole tecniche e agli aspetti strutturali. In ogni modo ritengo che gli Appunti di Patrizia Verduchi possano essere ancora proposti agli studenti universitari come rapida introduzione a questa complessa materia, in quanto ci presentano con molta chiarezza una breve sintesi degli aspetti essenziali di alcune tecniche che hanno avuto comunque grande importanza e diffusione in epoca romana, particolarmente a Roma e nel Lazio.
Pubblico le fotocopie che ho ritrovato a casa in mezzo agli altri libri, così come sono, con le sottolineature che mettevamo da studenti e persino l’impronta di una tazzina di caffé sulla prima pagina, un ricordo delle ore notturne trascorse a preparare l’esame. (M.B.)
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P. Verduchi, Esempi di consolidamento in età romana, in Materiali e Strutture, 2-3, 1997, pp. 96-108.
Abstract
Vengono esaminati alcuni interventi di consolidamento e/o ristrutturazione svolti in età antica su edifici di varia tipologia (Roma, Ostia, Pompei), secondo modalità concettualmente semplici che sottolineano invece la spregiudicatezza delle maestranze, perfettamente consapevoli della qualità e delle possibili risposte del materiale. Interessante l'indifferenza dei romani per quello che ai nostri occhi sembra dovesse costituire un consistente aggravio di spesa.
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M. Vitti, Mercati di Traiano: indagini archeologiche nelle due aule ai margini del Grande Emiciclo, in AA.VV., I Mercati di Traiano alla luce dei recenti restauri e delle indagini archeologiche, Giornata di studio presso l’Istituto Archeologico Germanico di Roma (Roma, 15 marzo 2003), in BCom, CIV, 2003 (2005), pp.307-328.
Abstract
Si presentano i risultati di alcune indagini effettuate all’interno delle due aule di testata del Grande Emiciclo dei Mercati Traianei. Per quanto concerne la decorazione interna dell’aula Nord i fori sulle pareti, pertinenti alle grappe di fissaggio dell’opus sectile, permettono di ricostruire l’ordito della decorazione parietale. La sala era dotata anche di una ricca pavimentazione marmorea di cui sono rimaste le impronte sullo strato di preparazione. Sono stati inoltre evidenziati alcuni elementi che attestano un utilizzo successivo dello spazio, tra cui alcune fosse tagliate nel pavimento connesse allo svolgimento di attività artigianali e tracce delle fondazioni di strutture in elevato, pertinenti probabilmente ad una chiesa — da identificarsi con S.Abbaciro de Militiis — che nell’alto medioevo si era installata all’interno dell’aula. Anche l’aula Sud ha restituito tracce dell’originale rivestimento marmoreo del pavimento e della fascia inferiore delle pareti. Il muro di fondo presenta una serie di solchi di pali di sbadacciatura, i quali furono successivamente tamponati con laterizi in modo che la superficie potesse ricevere il rivestimento marmoreo. Sotto la pavimentazione è stato individuato un muro di fondazione con orientamento divergente rispetto agli elevati circostanti, pertinente forse alle prime opere del cantiere domizianeo connesse alla sistemazione dell’area subito dopo il taglio della collina.
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M. Vitti, Domus Tiberiana: un muro neroniano asportato, in Il Palatino. Area sacra sud-ovest e Domus Tiberiana (a cura di C. Giavarini), Roma 1998, p.p. 301-308.
Abstract
Sulla base del rilievo di un muro posto alla base dello spigolo settentrionale della Domus Tiberiana sul quale sono rimaste ben leggibili le impronte di una struttura in blocchi di travertino si ricostruisce la struttura asportata. Si tratta di un poderoso muro in blocchi provvisto di due ampie aperture rettangolare che venne probabilmente completamente smontato nell’VIII secolo d.C. Il muro appartiene all’epoca neroniana e si impiantò su un edificio tardo repubblicano, in età domizianea una apertura venne tamponata con un muro in cortina laterizia, anch’esso completamente asportato. Ad un’epoca posteriore all’epoca domizianea appartiene un ambiente riscaldato di cui si conservano le suspensurae. I blocchi asportati apparteneva ad una prospetto che in età neroniana doveva essere costituita da una serie di pilastri in travertino.
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P. Vitti, Restauri moderni su archi e volte antichi: recenti annotazioni di cantiere nella Domus Tiberiana e nel Colosseo, in Palladio, 38, luglio-dicembre 2006, pp. 71-84.
Abstract
Nel presente articolo si descrivono alcuni restauri condotti dalla Soprintendenza Archeologica di Roma tra il 1986 e il 2002. In tale occasione l'autore è stato presente in cantiere per rilievi, disegni esecutivi e documentazione delle fasi di intervento. L'articolo comprende i seguenti paragrafi: 1. Tre sottoarchi per sostenere il "bastione dei cipressi" negli Orti Farnesiani sotto la Domus Tiberiana. 2. I restauri storici della facciata nord-est della Domus Tiberiana: paramenti laterizi e archi di restauro tra il 1860 e il 1901. 3. I recenti restauri della facciata nord-est della Domus Tiberiana:sostituzione di archi e piedritti schiacciati. 4. Sull'impiego delle nervature negli archi e nelle volte romane e sul degrado delle volte in concreto. 5. Come sostenere una volta in concreto fortemente degradata: il restauro di una volta della Domus Tiberiana sottostante ai giardini farnesiani. 6. Sull'impiego delle nervature per consolidare una volta antica in concreto: il restauro di una volta a botte inclinata dell'Anfiteatro Flavio, sulla scala del cuneo LV.
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Rassegna degli Strumenti Informatici per lo Studio dell'Antichità
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- Ricostruzione 3d di un edificio arcaico in opus craticium
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